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Più sesso… e meno fumo…! Non fumatori, non abbassate la guardia!
E’ stata dura, lo so, per voi fumatori “incalliti e viziosi”, abbandonare il consolidato andazzo di “sigaretta selvaggia”, con la quale avete affumicato, per tanti secoli…, i polmoni di tanti pazienti e poco emancipati e per nulla sindacalizzati “non fumatori”… E a tutti coloro che hanno osservato e stanno osservando il divieto di fumo imposto dalla nuova legge, entrata in vigore a Gennaio, a tutti i miei amici ed ai più sconosciuti e lontani fumatori dalla “sigaretta facile”, desidero rivolgere il mio ringraziamento più sincero e la mia stima per il senso di civiltà che avete dimostrato, coartando sensazioni e pulsioni che ormai erano un tutt’uno con la vostra personalità… C’è chi si identica nella sigaretta, quasi fosse una estensione del proprio “Io”.

Con l’entrata in vigore della legge antifumo, per la prima volta il Legislatore italiano, rovesciando la prospettiva che ispirava le previgenti disposizioni in materia, ha generalizzato il divieto di fumo: mentre, in base alla precedente normativa (v. L. 11/11/1975, n. 584), si sanciva il divieto di fumo in una serie di luoghi pubblici o aperti al pubblico specificamente e tassativamente indicati (corsie di ospedali, aule scolastiche, mezzi pubblici, ecc.), ora si stabilisce, con disposizione di portata generale, che "è vietato fumare nei locali chiusi". Ovviamente con la sola eccezione di "quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico" e "quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati".
La mia riconoscenza per i tanti fumatori “quasi pentiti” è aumentata allorchè vidi le strade delle nostre città pullulare di persone che, sulla porta di negozi od altri locali, godevano infreddoliti di una sigaretta, fumata con la passione di un amore perduto, vigili ed attenti a che il fumo non entrasse, quasi di soppiatto, per la fessura della porta rimasta appena socchiusa; o quando incontrai colleghi quasi appiattiti e rintanati nell’angolo dello scalone (area chiusa di dubbia legittimità “fumatoria”…), che timidi e timorosi mi salutavano e con gli occhi parevano dirmi “Vedi, sono fuori dalla portata di ogni disturbo”…. con lo sguardo a chiedere pietà, misto ad un sorriso, abbozzato, che non saprei quanto era di simpatia, quanto ricordasse un moccioso consapevole della marachella o quanto esprimesse timidamente mero compiacimento per il “tiro” appena consumato.

Non ci sono scuse per coloro che criticano la legge “antifumo” e non crediamo alle ragioni commerciali di tabaccai, multinazionali del tabacco, e commercianti oppressi dal dovere di far osservare il divieto nel proprio locale (e chi dovrebbe farlo se non loro “in primis”?); siamo scandalizzati per le affermazioni di quel politico di turno che dichiarò “ai miei polmoni ci penso io”… forse drogato non dal fumo ma dalla classica mania di fare opposizione ad ogni costo… Vergogna! E ai polmoni degli altri non ci pensa? Ma, forse, per lui contano di più i voti che “presume” di strappare a suon di baggianate…
Dico, non ci sono scuse per chi fa del moralismo per nascondere i propri interessi economici, ma rispetto per i fumatori, questo si, è doveroso! Non giudicate i fumatori, sono persone come noi, per bene, e non disprezzate il loro vizio, quando forse voi, non fumatori, ne possedete altri ben più occulti, meschini e antisociali. Rispettate chi deve “castrare” anni di abitudini… aiutatelo, e dimostrategli la vostra amicizia e riconoscenza, non lasciatelo nella solitudine della scontatezza, anzi, ringraziatelo!
Già i miei sentimenti di compassione invadevano, col trascorre del tempo, il mio animo al punto di pensare che, forse, trovandomi di fronte ad un “trasgressore” avrei chiuso un occhio, anche se, sul mio posto di lavoro sono uno degli incaricati al controllo dell’osservanza della legge, quando alcuni eventi mi hanno riportato alla dura realtà. Entrando nella stanza di un collega, fui invaso da una nuvola di fumo, mentre con la pipa, dico la pipa, e con occhio ridente e goduto, boccheggiava beato… Non fece alcun cenno di scuse e continuò imperterrito, abbozzando telegrafiche risposte alle mie richieste di lavoro, quasi per dire “Quando te ne vai che ho da “fumà”?

Già stavo pensando che l’eccezione conferma la regola, quando incontrai una avvenente fanciulla con una sigaretta in bocca… Mi guardai intorno stupito quasi a volermi accorgere che mi trovavo all’aperto, non si sa mai, lo stress gioca brutti scherzi… Eppure il luogo era chiuso, la guardai con quella sigaretta in bocca, tutta “succhievole” e “mordicchiante”… che era tutto un poema di allusioni e pensieri… quasi a suggerire l’idea “ti piacerebbe”…, lei prosperosa e sensuale, io attonito e affumicato… Non vi è mai capitato di essere combattuti tra la simpatia dell’amicizia ed il dovere di intervenire di fronte ad un illecito? Trovai un compromesso e sublimai la rabbia che mi pervadeva e sbottai “Più sesso e meno fumo” con il preciso intento di ferire, amichevolmente ma efficacemente, il suo amor proprio e farle intendere che no, quella sigaretta “non s’aveva da fumà”, ad alludere che il suo accanimento vizioso malcelava certe frustazioni ed insoddisfazioni sessuali… Che si sfogasse con suo marito ma ci lasciasse l’aria pura (si fa per dire, nelle città che ci ritroviamo…)! Ero quasi soddisfatto, forse la mia battuta era penetrata come un seme affilato e certo, germogliando, avrebbe condotto la collega a fumate più prudenti e virtuose, magari avevo dato il via alla soluzione di un suo problema coniugale… quando avvenne il colpo di grazia.
Eravamo in piena riunione sindacale sul posto di lavoro (parliamo di ente pubblico, di Stato, capito? Stato!) con tanto di Prefetto e vice Prefetti presenti, quando un rappresentante sindacale, risparmio nome e sigla (il sindacato che rappresenta vola ben più alto delle sue nuvole di fumo…), in piena stanza chiusa, si accende flemmaticamente una, due sigarette… Ma lo scandalo maggiore stava nel fatto che nessuno protestava, mentre si stagliava nel “silenzio” un colorito e vistoso cartello “Vietato fumare”. Arriva l’intervallo, mi attivo e scopro che tutti, o quasi, sono d’accordo con me, in stanza non si fuma… Qualcuno gli rivolge la battuta scherzosa “Abbi pietà dei nostri polmoni”… Penso, è fatta, e con rispetto dei valori dell’amicizia e della diplomazia... Passano pochi minuti: altra sigaretta, con aria indifferente, un po’ superba, formalmente passiva, sostanzialmente arrogante. Penso “O ci fa o ci è”, o ci troviamo di fronte ad una personalità incapace di autocontrollo, ormai scavata dal vizio, un po’ come il cleptomane, che a differenza del ladro, non ha l’intendo di nuocere, poverino…è malato, oppure è il caso tipico di personalità arrogante e priva di senso civico. Non ci sono dubbi che il fumo passivo sia nocivo: non esistono attenuanti al dovere di rispettare gli altri, colleghi, amici, sconosciuti, mentre sfruttare la tacita consapevolezza che il legame personale con i presenti faccia da deterrente ad ogni reazione dissuasiva, permettere che si crei un canale privilegiato di falsa tolleranza, da sfruttare a proprio vantaggio, è una forma “benigna” di “comportamento criminale”.

Come al solito, fatta la legge, subito c’è un spinta all’osservanza, con il sostegno di un elevato controllo sociale e di un diffuso senso civico, poi il “germe” della passività e del quieto vivere, camuffato da tolleranza e benevola solidarietà, fa capolino e stende il suo velo di oblio ed indifferenza sulla realtà sociale e sulle relazioni umane: è il “germe” grazie al quale prosperano mafia ed omertà…!

Non fumatori, non abbassate la guardia: siate tolleranti e rispettosi, amici e comprensivi, fate notare la trasgressioni a fumatori ed esercenti di pubblici locali con garbo e rispetto; ritornate alla carica, in caso di recidiva, ancora con grazia e cordialità, chiudete uno, due…, tre occhi… ma, quando vi trovate di fronte all’arroganza, all’indifferenza, alla prepotenza, alla superbia, dopo che ancora avete umiliato voi stessi con l’ennesima protesta garbata… allora, denunciate i trasgressori, chi fuma e chi non fa rispettare il divieto, senza remore, senza tentennamenti, e non abbiate pietà verso chi non ha rispetto per la vostra salute.

Roberto Dosio